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Entro il 31 ottobre 2013, Vdr contro il superamento dei valori Cem

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Tutte le realtà operative la cui attività viene svolta in presenza di sorgenti di campo elettromagnetico sono tenute al rispetto della specifica normativa:

  • eseguendo la valutazione del rischio e;
  • a partire dal 31 ottobre 2013*, adottando misure tali che nell’ambiente lavorativo non vengano superati i valori limite stabiliti dalla legge**.

L’articolo 181 del TU, anche tramite il richiamo al più generale articolo 28 (Oggetto della valutazione dei rischi), richiede esplicitamente al datore di lavoro la valutazione relativa a tutti gli agenti fisici.

In relazione alla valutazione del rischio diretto di esposizione a campi elettromagnetici,la norma tecnica CEI EN 50499/2009 contiene un elenco non esaustivo di apparecchiature che possono produrre livelli superiori ai valori di azione e riguardano le attività di seguito descritte.

 

  • “Generazione, trasporto e distribuzione di energia elettrica;
  • trasformazione di tensione (sottostazioni e cabine);
  • elettrolisi industriale;
  • saldatura elettrica;
  • saldatura dielettrica;
  • riscaldamento a induzione;
  • riscaldamento dielettrico a radiofrequenza;
  • riscaldamento dielettrico a microonde;
  • riscaldamento a resistenza con potenza regolata da tensioni parzializzate nel tempo;
  • magnetizzatori e smagnetizzatori industriali;
  • apparecchi di illuminazione speciali attivati a radiofrequenza;
  • dispositivi al plasma in radiofrequenza;
  • sistemi elettrici di controllo integrità;
  • sistemi magnetoscopici per controlli non distruttivi;
  • diatermia (elettromedicale);
  • magnetoterapia;
  • elettroterapia;
  • tecarterapia;
  • radarterapia;
  • taglio e cauterizzazione con elettrobisturi e radiobisturi;
  • trattamenti estetici a radiofrequenza;
  • radar (controllo del traffico aereo, portuale, meteorologici, …);
  • antenne di siti per la radiodiffusione sonora e/o televisiva;• antenne delle stazioni fisse per la telefonia mobile;
  • trasporti alimentati elettricamente (treni, tram);
  • cabine di trasformazione media tensione / bassa tensione (MT/BT);
  • reti di alimentazione elettrica nel luogo di lavoro e circuiti di distribuzione e trasmissione dell’elettricità che sorvolano il luogo di lavoro in alcune configurazioni e potenze.”

Se invece a dover essere valutato è il rischio indiretto, occorre tenere conto “dell’insieme dei dispositivi presenti in un certo ambiente; della loro concentrazione spaziale; degli effetti su altri dispositivi di sicurezza presenti. Tant’è che ne possono essere interessati tutti i più diffusi dispositivi alimentati da corrente elettrica (cellulari, cordless, stampanti, scanner…).

* Il 14 giugno 2011 la Commissione europea ha adottato la proposta di nuova direttiva che sostituisce la direttiva 2004/40/CE. Lo scopo della nuova direttiva è di garantire sia un livello elevato di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, sia la continuità e lo sviluppo delle attività mediche e industriali che prevedono l’utilizzo dei campi elettromagnetici. Di conseguenza, anticipando l’adozione della nuova direttiva al 30 aprile 2012, la maggioranza degli Stati membri non ha recepito la direttiva 2004/40/CE… Di conseguenza, è opportuno posticipare il termine del 30 aprile 2012. … Articolo 1. All’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2004/40/CE la data «30 aprile 2012» è sostituita da quella del «31 ottobre 2013».(estratto dalla Direttiva 2012/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 aprile 2012 che modifica la direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (18° direttiva particolare ai sensi dell’art 16, par. 1, della Direttiva 89/391/CEE).

** Il campo di applicazione del Capo IV del Titolo VIII del TU 81/08 prende in considerazione, nello specifico:

  • i campi magnetici statici;
  • i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili da 0 Hz a 300 GHz.

“Un parametro molto importante che caratterizza i campi elettromagnetici, connesso alla loro rapidità di oscillazione, è la frequenza, che si misura in hertz (Hz), dove 1 Hz corrisponde a un’oscillazione al secondo. Sulla base della frequenza di oscillazione si distinguono i campi elettrici e magnetici statici (che non oscillano affatto, 0 Hz), i campi elettrici e magnetici a frequenze estremamente basse (che comprendono la frequenza di 50 Hz con cui è distribuita l’energia elettrica nelle nostre case, ma più in generale si riferiscono alle frequenze che non superano i 300 Hz), i campi elettromagnetici afrequenza intermedia (tra 300 Hz e 10 MHz, dove 1 MHz corrisponde a un milione di hertz), i campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde (10 MHz – 300 GHz, dove 1 GHz corrisponde a un miliardo di hertz)” (Istituto Superiore della Sanità).


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